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Il Mago di OZ

  Oro   Sonia Sbolzani

Ricordate il fantasmagorico “Mago di Oz” con la bravissima Judy Garland? Certamente sì. Ma che nesso esiste tra il famoso film di Victor Fleming del 1939, a sua volta tratto dall’omonimo romanzo di Frank Lyman Baum del 1900, ed il mondo dei preziosi? Molti studiosi hanno interpretato il termine “Oz” come l’abbreviazione di “ounce” (oncia, tradizionale unità di misura ponderale dell’oro), e supposto che “Il mago di Oz” nasconda in realtà un’allegoria delle politiche monetarie nel periodo di passaggio dal XIX al XX secolo. Risalendo, d’altro canto, alle origini della parola “oncia”, scopriamo che essa deriva dal latino “uncia” (moneta bronzea, fusa e coniata) e quindi da “unus” (uno). Più esattamente, l’uncia, impiegata nel sistema monetario romano del periodo repubblicano, equivaleva ad 1/12 di libbra. Come unità di misura di peso fu usata in Italia prima dell’adozione del sistema metrico decimale e valeva circa 30 grammi. Nei Paesi anglofoni viene tuttora utilizzata e si distingue in “oncia troy” (pari a 31,1035 gr) ed “oncia avoirdupois” (28, 3495 gr).