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Importante Missione di acquisto organizzata da Federorafi-ICE

  19 Gennaio 2017

 

Comunicato 

                                                                                                                                                                                                       Milano, 19 gennaio 2017

 I PIÙ IMPORTANTI GRUPPI DELLA GDO E INDIPENDENT RETAILERS USA A VICENZA PER STIPULARE ACCORDI CON LA GIOIELLERIA MADE IN ITALY

Iniziano domani, 20 gennaio, a Vicenza le “missioni di acquisto” organizzate dall’Agenzia ICE, in collaborazione con l’Associazione Federorafi, per incrementare le vendite dell’oreficeria e gioielleria made in Italy, simbolo incontrastato di qualità, creatività, eccellenza ed innovazione. Un’agenda fitta con oltre 300 incontri che si svolgeranno in concomitanza con la Fiera di Vicenza Oro dal 20 al 25 gennaio.

L’iniziativa, parte del Piano Speciale USA coordinato dal Mise, permetterà alle oltre 150 imprese italiane selezionate dai retailer americani, di partecipare a incontri B2B con i più importanti gruppi della GDO e Independent Retailers americani: The Shopping Channel, Ben Bridge Jewelers, Fred Meyer Jewelers, Amazon Jewelry, Macy’s, Helzberg, Piercing Pagoda, Zale Outlet e Luxury Brand Holdings/Ross Simons.

Gli accordi con i partner americani, Dept Stores e negozi indipendenti con requisiti minimi di fatturato e numero di punti vendita, sono stati pensati non solamente per la ricerca di una piattaforma vendite più vicina possibile al cliente finale ma anche per stabilire dei requisiti minimi come acquisti netti dichiarati, incrementi degli acquisti sullo storico, percentuali di nuovi fornitori e nuove linee di prodotto per la prima volta in USA tanto nelle grandi città quanto nella provincia. Escluso l’acquisto in contovendita e gli ordini dovranno seguire delle regole minime per garantire la migliore e più ampia opportunità alle aziende italiane. Inoltre sono previsti dagli accordi, dei momenti di promozione in-store (e/o tv e/o web).

Il mercato americano della gioielleria è stato uno dei più colpiti dalla crisi finanziaria del 2007 ed ha rischiato quasi l’estinzione – nel 2010 - con poco più di 90 milioni di USD di vendite (contro una media di 700 milioni di USD degli anni precedenti). Segnali di ripresa si sono avuti nel 2012, poi nel 2013 attestandosi di nuovo a 700 milioni di USD, per arrivare nel 2014 a circa 1 miliardo di USD, e consolidarsi nel 2015 e 2016.

È proprio dallo scorso anno che, con il dollaro ai massimi e l’oro ai minimi, e con la ricerca da parte americana di prodotti di qualità con una convenienza nominale di prezzo, la situazione congiunturale sembra aver assunto connotati di più lungo periodo. L’import totale US 2015 ha raggiunto un valore pari a USD 55,6 mld, di cui la quota italiana rappresenta, con 1.402 mld il 2,3% del mercato e la 12esima posizione.

Nel corso del 2016, complice il rallentamento delle vendite dei dept stores (che rappresentano il 30% del mercato come canale di vendita) si è registrato un calo del 16% per un valore di USD 1,177 mld. Questo dato e' destinato a migliorare con i dati finali di Dicembre 2016 in quanto i valori risentono dell’andamento anticiclico delle vendite del settore, per cui va calcolato l’incremento piu’ che proporzionale della seconda metà dell’anno.

 

 

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