Dati e Notizie


Federorafi Flash N.304

04 Novembre 2016

IL COMMERCIO MONDIALE CRESCE MENO DEL PIL!

Il commercio mondiale, l’attuale motore della crescita economica globale, segna il passo crescendo, per la seconda volta dal 1982, meno del PIL mondiale, rispettivamente 1,7% e 2,2% - laddove prima della crisi i valori erano 6,7% per il commercio e 3,2% per il PIL.Tutto questo succede in presenza di un’ondata di criticismo nei confronti degli accordi commerciali (concentratosi prima sul TTIP, poi sul CETA ed in larga parte determinato da dinamiche interne che cavalcano tendenze anti-globalizzazione ed anti-atlantiste). Poiché gli accordi di libero scambio sono il principale vettore degli scambi commerciali, se l’Europa non fosse più in grado di concluderne verrebbe marginalizzata dal circuito dei grandi blocchi economici e commerciali mondiali integrati, riducendo ulteriormente le opportunità derivanti da flussi di scambi già rallentati dalla congiuntura.


DAZI: CANADA OK MA SUB JUDICE, GIAPPONE ACCELERA E USA FORSE

In virtù di quanto evidenziato al punto precedente, sintetizziamo la situazione dei principali accordi all’attenzione delle Autorità internazionali.

CETA/Canada. Dopo settimane di acceso dibattito con alcuni Stati membri, giorni di negoziato a tappe forzate con i Leader valloni, all’ultim’ora è stata trovata l’intesa che ha permesso la firma dell’accordo domenica 30 ottobre. Si profila comunque un’applicazione provvisoria del CETA, a partire indicativamente da gennaio-febbraio del prossimo anno, subordinata ai placet nazionali fino ad espletamento dell’intero processo di ratifica che consta di ben 38 assemblee. Maggiori dettagli presso la Segreteria.

Giappone-UE. Dopo tre anni di torpore, improvvisamente, le autorità giapponesi hanno rilanciato il negoziato con l’UE per l’accordo di libero scambio che, addirittura, potrebbe concludersi entro i primi mesi del 2017. Infatti, dopo il rallentamento nel 2015 e 2016 in considerazione della priorità accordata dal Giappone alla conclusione del Trans-Pacific Partnership (TPP), nelle ultime settimane la trattativa è ripartita per l’interesse giapponese a trovare soluzioni alternative all’accesso ai mercati europei, soprattutto nel settore automobilistico, a seguito della questione Brexit (dati gli ingenti investimenti produttivi giapponesi in UK).

TTIP/USA. Continuano i negoziati “stop and go” in attesa dell’esito delle imminenti elezioni presidenziali americane.


POSSIBILE INIZIATIVA COMMERCIALE IN AUSTRALIA

Confindustria, tramite ICE/MiSE, sta progettando per l'anno prossimo una delegazione di imprese in Australia. La missione, a carattere commerciale, dovrebbe tenersi dal 12 al 17 Marzo ed il settore focus sarà quello dell'agroalimentare. Tuttavia in questa fase preliminare si stanno anche esaminando le richieste di altri comparti che avevano mostrato un’attenzione particolare e tra questi anche la gioielleria-oreficeria. In proposito l'Ufficio ICE di Sydney ha elaborato una sintetica scheda-Paese (a disposizione delle imprese associate) ed un primo format per l’iniziativa, da ripetere a Melbourne e Sydney: sala espositiva per incontri con operatori e a conclusione della giornata evento serale con fashion show. ICE prevede anche la possibilità di programmare incoming dagli stati limitrofi (es.: Nuova Zelanda). Chi fosse interessato a partecipare, può segnalarlo, senza impegno, alla Segreteria Federorafi entro il 7/11.


DAI GIARDINI SALVI ALL’ADRIATICO

“Il 1 Novembre 2016 è stata perfezionata l’integrazione societaria tra Fiera di Vicenza S.p.A. e Rimini Fiera S.p.A. la quale ha, contestualmente, mutato la propria denominazione sociale in Italian Exhibition Group S.p.A. con sede in Via Emilia 155 - Rimini”. Così recita il comunicato ufficiale della nuova società che sancisce, dopo 70 anni, la “fine” della “Fiera di Vicenza” che mosse i primi passi nel dopoguerra presso i Giardini Salvi di Vicenza e che ora approda (formalmente) sulle rive dell’adriatico per dar vita al secondo polo fieristico nazionale. La newco, detenuta al 57,84% dalla compagine romagnola, al 19% da Fiera di Vicenza, mentre la quota rimanente fa capo a soci privati, si inserisce tra i principali provider fieristici italiani come volume d’affari (dopo Fiera Milano) e al primo come numero di manifestazioni organizzate direttamente con 61 prodotti in portafoglio (al 90% di proprietà) e 160 tra eventi e congressi. Per il 2016, il fatturato aggregato si attesterà sui 119 milioni di euro, “ma ci aspettiamo un aumento di fatturato già dal 2017”, ha dichiarato il neo presidente Lorenzo Cagnoni, ex presidente di Fiera di Rimini. Vice presidente della newco è Matteo Marzotto, ex presidente di Fiera di Vicenza. Tra gli obiettivi, nel medio termine, c’è la quotazione in Borsa.


MILLENNIAL: FAVOREVOLI AL RESHORING E RICONOSCONO LA QUALITÀ DEL “MADE IN ITALY”

Secondo una recente ricerca di PwC, condotta nel nostro Paese e che ha coinvolto 3.106 giovani con un'età media di 24 anni, i Millennial sono una generazione molto sensibile ai temi dell'eco-sostenibilità, tra cui l’avvio di progetti di reshoring per riportare la produzione delle aziende in Italia. L'indagine evidenzia che i Millennial conoscono il possibile impatto positivo di progetti di reshoring a livello economico ed occupazionale e operano scelte d'acquisto che premiano le aziende eco-friendly. Tra le variabili che incidono sull'acquisto, oltre alla qualità (indicata dal 14%), si impongono a pari merito durabilità, materiali utilizzati e prezzo (13%), seguiti dal concetto di "made in" (11%), marchio (10%), esclusività (9%), accettazione sociale (8%) e packaging (8%). I valori che i Millennial attribuiscono al prodotto “made in Italy”, e che quindi spingono all’acquisto, sono innanzitutto la riconosciuta migliore qualità dei prodotti (15%), le competenze artigianali (14%), l’alta creatività (13%), l’affidabilità dei fornitori e l’impatto occupazionale (12%), le ricadute ambientali, sulla filiera e sul Pil (11%). [da FashionMagazine.it del 21/10]

--------


Archivio Federorafi Flash