Dati e Notizie


Federorafi Flash N.305

18 Novembre 2016

CIAO AGO!

Così gli amici e i colleghi erano soliti salutare Agostino Roverato, imprenditore orafo vicentino, scomparso nei giorni scorsi a Vicenza.
Roverato, tra i primi lungimiranti orafi a rilanciare l’utilità e la necessità di una forte rappresentanza del settore anche a livello nazionale, è stato per moltissimi anni componente del Direttivo Federorafi e Presidente dal 1993 al 1998. Una presidenza condotta con un mix di pacatezza e determinazione e dove non ha mai fatto mancare l’importante contributo di un’esperienza internazionale quasi unica. Per nulla incline ai compromessi ha saputo condurre con saggezza e abilità anche i confronti più aspri. “Epiche” alcune sue battaglie come quella per rivendicare il ruolo di leadership della produzione all’interno dei tavoli di confronto settoriale (vedasi l’ex Confedorafi) o quella per salvaguardare la credibilità del sistema orafo italiano nei confronti dei paesi c.d. “hallmarking. E’ stato per due anni anche presidente dell’associazione europea.

 


CONSUMI DEL TERZO TRIMESTRE: RALLENTA ANCORA LA GIOIELLERIA

World Gold Council ha diffuso il report di novembre riguardante la domanda di oro nel 3° trimestre 2016. In sintesi: l’unico settore che continua a crescere è quello dell’oro da investimento dove gli investitori hanno continuato a costruire le loro allocazioni strategiche tramite gli ETF. Per il terzo trimestre consecutivo la crescita è forte, sia pure con un ritmo di afflusso rallentato rispetto ai mesi precedenti.
Di altro tenore i dati riguardanti la domanda di oro per la gioielleria che nel 3° trimestre a livello mondiale è scesa del -21%. Si tratta di uno dei declini più importanti degli ultimi anni, portando la domanda di gioielli da gennaio a settembre 2016 a valori inferiori del -18% rispetto allo scorso anno: 1.423,6t vs 1.732,7t. I prezzi elevati sono stati la ragione principale di questa debolezza. Analizzando le diverse aree: in India l’attuale politica governativa sulle restrizioni fiscali continua a penalizzare il comparto (-28%). Le zone urbane sembrano quelle che soffrono di più rispetto a quelle rurali ma ci sono segnali di un possibile recupero. I consumatori cinesi sono sempre più sensibili ai cambiamenti dei gusti (dal 24 carati al 18 carati) che, con l’andamento crescente dei prezzi della materia prima, hanno provocato una ulteriore contrazione della domanda nel terzo trimestre (- 20%). C’è stato anche uno spostamento dei consumatori (in particolare i “millennials”) dai beni di consumo ai viaggi. Il dato negativo cinese del 2016 è comunque influenzato anche da quello dello stesso periodo del 2015 che era stato particolarmente positivo. Identica situazione anche negli altri paesi asiatici e del Medio Oriente, raggiungendo minimi storici in Egitto e negli Emirati Arabi (conflitti regionali, tagli drastici della domanda turistica, prezzi elevati dell’oro e calo dei ricavi del petrolio). Solo in Iran si registra il dato positivo (+6%). La domanda in Turchia è oltremodo negativa (-22%) per il rallentamento dell’economia, la crescita dei prezzi e gli attentati. Il ciclo di crescita negli Stati Uniti della domanda di gioielli sta rallentando, mentre in Europa la poca fiducia dei consumatori incide sulla scarsa richiesta di gioielli: UK (-4,8%), Italia (-2,8%) e Francia (-1,9%) sono i paesi che soffrono maggiormente mentre in controtendenza è la Spagna (+1,9%). In Segreteria è disponibile per le aziende associate il Report completo.

 


FABBRICHE DEL MONDO: ITALIA SETTIMA

“L'Italia, con il 2,3%, è al settimo posto, seconda in Europa dietro la Germania (6,1%); una quota dimezzata rispetto al pre-crisi ma superiore a quelle di Regno Unito e Francia", questo evidenzia il rapporto sugli scenari industriali del Centro Studi Confindustria presentando la classifica dei Paesi per quota di manifatturiero, le "fabbriche del mondo”. Al primo posto si rafforza la Cina (28,6%) ormai molto distante dagli Stati Uniti, al secondo posto con il 19%. Tra le opportunità per il nostro Paese, dice Confindustria, anche quella di "far leva" sul brand del Made in Italy (che può contare su una domanda "forte e crescente") per aiutare a colmare, là dove ancora possibile, i vuoti di produzione scavati dalla crisi. Tra gli ostacoli con cui dover "fare i conti" ci sono invece "la scarsa disponibilità di credito e la bassa profittabilità”. Quest'ultima è in recupero rispetto ai minimi storici toccati nel 2012 ma rimane penalizzata da un costo del lavoro che sale (+24,6% tra 2007 e 2015) a ritmi quasi tripli di quelli della produttività (+9,5%). Sul fronte del capitale umano Confindustria evidenzia poi che in Italia si fa "poco ricorso ai laureati" rispetto a quanto accade dai nostri competitor europei come Spagna e Germania. "Sono dati che preoccupano specie in vista della sfida dell’Industria 4.0. Che è una partita fondamentale per i destini del manifatturiero italiano" ma che per queste ragioni "rischia di essere ulteriormente divisiva tra chi è in testa e chi è nelle retrovie della performance d'impresa". 

 


PARTECIPA AL TEST CON SACE/SIMEST

La SACE è stata recentemente oggetto di una profonda riorganizzazione, anche attraverso l’acquisizione della SIMEST. Oggi SACE, società 100% del Gruppo Cassa depositi e prestiti, si sta proponendo per offrire un’ampia gamma di prodotti assicurativi e finanziari (credito all’esportazione, assicurazione del credito, protezione degli investimenti, garanzie finanziarie, cauzioni e factoring) ma anche una serie di strumenti SIMEST, che vanno dalla partecipazione al capitale delle imprese ai finanziamenti a tasso agevolato e all’export credit. Al fine di meglio identificare le necessità del comparto e capire le eventuali potenzialità o criticità degli strumenti SACE/SIMEST, FEDERORAFI sta selezionando alcune aziende disponibili per un test di approfondimento e di valutazione. L’intenzione di Federorafi è quella di identificare 6/8 aziende a livello nazionale ed organizzare, prima della fine dell’anno, un incontro operativo a Milano (e/o presso i principali distretti) con i responsabili SACE per simulare l’applicazione di alcuni degli strumenti prima citati. Chi fosse interessato è pregato di segnalare la propria candidatura alla Segreteria Federorafi (info@federorafi.it) possibilmente entro il 24 Novembre (la selezione avverrà in ordine cronologico di ricezione delle manifestazioni di interesse).


NESSUN INTERESSE PER L’AUSTRALIA

E’ questo l’esito del sondaggio effettuato sul numero scorso riguardante una possibile iniziativa a carattere commerciale nel Paese del continente oceanico.

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