Dati e Notizie


Federorafi Flash N.327

03 Ottobre 2017

27.716 X 240 X 50 X 10 X 6 = IL SALOTTO DELLE GIOIE

Ben 27.716 visitatori in piena fashion week milanese, 240 pezzi esposti di tutte le tipologie produttive, 50 aziende partecipanti, brand e unbranded, provenienti dai principali distretti produttivi ma non solo, 10 giorni di apertura al pubblico dalle 9 alle 23 con spesso code all’ingresso, 6 vetrine a temi non convenzionali (caleidoscopio, cerchi, giardino, nuvola, onda e torri)… questi ed altri ancora sono i fattori che hanno prodotto il successo de Il “Salotto delle Gioie”, l’esposizione extralarge milanese della gioielleria che si è svolta durante Milano XL e che ha dato lustro e vigore alle eccellenze orafe produttive italiane.  Una presentazione anti-stereotipi, accessibile, non blindata, quanto mai utile per rafforzare l’immagine di un settore dinamico, moderno e al passo con il tempo, che sa ancora far sognare le consumatrici e i consumatori di tutto il mondo: il gioiello prezioso è infatti immune da mode effimere ed evolve insieme alla tecnica orafa e alla cultura del tempo. Mai come in questa occasione il protagonista, anche per i vincoli imposti dal MISE, è stato il prodotto in tutte le sue infinite realizzazioni. Con l’occasione Federorafi ha attivato la propria pagina facebook [ https://www.facebook.com/federorafi/ ] che ha raccolto consensi ed apprezzamento per la sua capacità di proporre quotidianamente stimoli e spunti. Alla prossima!!!


DIRETTIVO: SI’ A MILANO XL, “FOCUS ITALIA” E GIANNOTTI ALLA FORMAZIONE TECNICA

Il Consiglio Direttivo Federorafi, riunitosi a Vicenzaoro September, ha accolto con grande soddisfazione i risultati della prima edizione de “Il Salotto delle Gioie” attivandosi immediatamente affinché l’originale e “firmata” struttura creata per l’evento milanese potesse essere conservata per future riedizioni. Il Consiglio, in virtù anche dell’accordo di collaborazione con IEG/Vicenzaoro, si è espresso a favore per un’integrazione del Gruppo di Lavoro “Internazionalizzazione, fiere e nuovi strumenti promozionali” con nuovi elementi con specifiche competenze nell’ambito fieristico. Ha altresì approvato la costituzione di un nuovo Gruppo di Lavoro dedicato al mercato nazionale al fine di studiare le dinamiche di consumo e di distribuzione in Italia del prodotto orafo-argentiero-gioielliero e ha incaricato Enzo Giannotti di presiedere il coordinamento nazionale delle iniziative rivolte alla formazione tecnica/specialistica. Nel corso dell’incontro sono stati anche affrontati i temi delle novità fiscali in ambito antiriciclaggio e “compro oro", delle risultanze del convegno di luglio sulla gestione dei rischi e l’approccio ai derivati, delle conseguenze della prossima effettiva entrata in vigore del Regolamento UE sui minerali da conflitto, delle difficoltà di implementazione della marcatura laser e del “principio di equivalenza”, dei nuovi progetti di internazionalizzazione per il mercato USA e per nuove aree di interesse (Giappone), dell follow-up del progetto Jewellery Export Lab e delle novità scaturite dal rinnovo del contratto di lavoro settoriale e dagli incontri a Strasburgo (vedasi più oltre).


EFJ INCONTRA GLI EURODEPUTATI

Una due giorni intensissima a Strasburgo per EFJ – European Federation of Jewellery, la Federazione Europea dei Gioiellieri. Il 12 e 13 settembre infatti sono stati organizzati ben ventisette incontri bilaterali con gli eurodeputati dove sono stati affrontati i seguenti temi: gli strumenti di sostegno alle PMI, il mercato interno (protezione del made-in), le industrie creative, il commercio internazionale (dazi), i minerali provenienti da zone di conflitto e i limiti ai pagamenti in contanti. Questi incontri sono stati molto utili per presentare il settore europeo della gioielleria e sensibilizzare i deputati europei alle tematiche prioritarie per il settore, dimostrare che il settore della gioielleria è proattivo e propositivo, stabilire una relazione di fiducia con i deputati europei e ottenere informazioni sulla posizione dei principali gruppi politici riguardo le iniziative europee in corso di realizzazione. Gli scambi sono stati positivi con tutti i rappresentanti politici incontrati. I deputati italiani si sono mostrati interessati alle principali tematiche del settore ed alcuni di loro si sono resi disponibili a sostenere le istanze della Federazione in sede di discussione e decisione. Federorafi era rappresentata dal Vice Presidente Vicario Dimitri Stella. Questa due giorni ha fatto seguito al pranzo di lavoro tenutosi a Bruxelles l’8 novembre 2016 sulle sfide del settore europeo della gioielleria.


JEWELLERY EXPORT LAB: PARTONO I COACHING

Le aziende partecipanti al primo Jewellery Export Lab nei giorni scorsi hanno ricevuto la scheda per confermare l’interesse all’ultimo step dell’innovativo format: il coaching. Il coaching è l’affiancamento presso la propria azienda di un esperto/consulente per sviluppare un’area di particolare interesse dell’imprenditore. Si ricorda che il Jewellery Export Lab è un format organizzato da Agenzia ICE e Federorafi, che tra maggio e luglio ha riunito quasi 100 imprenditori in 8 giornate nei tre distretti per approfondire ed informare le PMI orafe sui differenti approcci e strumenti all’internazionalizzazione.


DATI USA IN CRESCITA MA IL RETAIL (FISICO) E’ IN AFFANNO

Secondo i dati recentemente pubblicati dall’Agenzia ICE, a Maggio 2017 e quindi nei primi 5 mesi dell’anno, le vendite di gioielleria italiana in USA segnano ancora un trend positivo (+17% sul 2016), seconda voce della moda italiana su quel mercato (dopo calzature). La cifra di 796 milioni di USD è suddivisa in gioielleria fine +26% (548M), gioielleria in argento +154% (11,3M), imitation jewellery (bigiotteria) -1% (23,9,5M), gioielleria in platino e leghe -11% (109,3M). Pur in un contesto positivo per la gioielleria si deve però monitorare con attenzione il generale affanno dei retailer USA. Infatti il numero dei retailer americani con un rating CCC, quindi con un livello di debito ad alto rischio (o junk bond, spazzatura), è raddoppiato dall’inizio dell’anno, toccando il 18 per cento. A dirlo è un report di Standard & Poor’s che spiega come il settore non abbia ancora trovato una risposta efficace al mutamento dei modelli di shopping. Un rating CCC, nello specifico, indica che i titoli di debito di un’azienda non sono più affidabili. Nel 2017, i retailer statunitensi hanno registrato oltre 9mila chiusure (+361% sull’anno precedente), confermando le difficoltà di gruppi della grande distribuzione fisica contro l’avanzata dell’e-commerce (da PambiancoNews 3/10).


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