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Confindustria Moda sulla lotta alla contraffazione - Dichiarazione della Presidente Federorafi Ivana Ciabatti

  20 Ottobre 2020

L’IMPATTO DELLA CONTRAFFAZIONE SUL SETTORE MODA: LE ESIGENZE DEL MONDO DELLE IMPRESE E LA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI

 

Milano, 20 ottobre 2020 – Alla quinta edizione della Settimana Anticontraffazione i sette Presidenti delle associazioni che compongono Confindustria Moda esprimono le preoccupazioni relativamente all’impatto negativo che il fenomeno genera per i propri settori, unendosi al Presidente di Confindustria Moda Cirillo Marcolin nel lanciare l’appello “La lotta alla contraffazione parte anche da te!”

La Presidente Federorafi Ivana Ciabatti così commenta:

Il settore orafo argentiero gioielliero italiano è riconosciuto a livello mondiale come leader per creatività e design. Le più recenti stime quantificano con una percentuale vicina al 7% del fatturato annuo, che è pari a 7,5 miliardi di euro, il pesante impatto della contraffazione sul settore. Ivana Ciabatti, Presidente Federorafi: “La contraffazione nel settore orafo, argentiero e gioielliero è un fenomeno in continua crescita. I grandi brand, che hanno notorietà nei confronti del consumatore, sono colpiti in particolare dalla contraffazione di marchio mentre quella di design e della proprietà intellettuale ed industriale è ancora più pericolosa ed invasiva perché danneggia anche le piccole medie aziende che sono la spina dorsale del manifatturiero orafo e tanto investono in creatività e ricerca ma che, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno gli strumenti e le risorse per contrastare questa vergognosa forma di concorrenza sleale. Nel settore, inoltre, assistiamo anche alla riproduzione illegale del marchio di identificazione che è il marchio di Stato dato in comodato d’uso ad ogni singola azienda. Spesso queste attività illecite sono anche collegate al reato della frode in commercio perché l’oggetto illecitamente marchiato o copiato viene realizzato “sottotitolo” ovvero con un contenuto di metallo prezioso inferiore a quello legale. È quindi necessario che alle buone leggi di contrasto si associno efficaci attività di prevenzione e di repressione da parte delle Autorità italiane e a livello internazionale. Occorre, infine, ridare slancio e risorse ai desk anticontraffazione presso le ambasciate e gli uffici ICE all’estero.”

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