Dati e Notizie


Federorafi Flash N.356

10 Aprile 2019

LA CINA SI AVVICINA?

La recente visita in Italia del Presidente cinese Xi, oltre a suscitare tensioni nel Governo e con l’UE, ha comunque rappresentato l’occasione per sbloccare diversi dossier “commerciali”. Tra questi quello forse più interessante per il settore del prezioso è l’ufficializzazione che l’Italia sarà Paese Partner “Ospite d’Onore” al China International Import Expo – CIIE - di Shanghai il prossimo 5-10 novembre. La Presidente Ciabatti sulla questione Cina, come su altre priorità settoriali, ha potuto incalzare il Governo “a fare presto” nel suo intervento all’inaugurazione di OROAREZZO lo scorso 6 aprile alla presenza del Sottosegretario Geraci lanciando la proposta che oltre alla “Via della Seta” il Governo italiano si impegni per una Nuova “Via dell’Oro” tra Italia e Cina. Il Prof. Geraci ha raccolto l’invito e si è pubblicamente impegnato ad attivare un canale diretto con Pechino. In ragione di ciò Federorafi ha già ipotizzato un progetto ad hoc ad esempio per il CIIE 2019 ed è in attesa di approfondirlo con ICE Agenzia. Nel frattempo, dopo la riduzione dei dazi in importazione sui gioielli avvenuta dallo scorso luglio, dal 1 aprile 2019 il Governo cinese ha abbassato l’IVA al 13%.


“HALLMARKING ITALIANO”: A RISCHIO UN TERZO DELL’EXPORT!

La presidente di FEDERORAFI, unitamente ai colleghi Presidenti delle Sezioni orafe di Confindustria Alessandria, Toscana-Sud/Arezzo e Vicenza, il 29 marzo ha scritto una lettera ai presidenti delle Camere di Commercio di Alessandria, Arezzo e Vicenza per sollecitarli a sbloccare il lungo stallo riguardante la definizione delle procedure, delle tariffe e delle tempistiche per rendere operativo il sistema volontario di controllo e marcatura aggiuntiva in vista della ormai prossima formalizzazione dell’Italia come Paese membro della c.d. “Convenzione di Vienna per i metalli preziosi”. La decisione è stata presa a seguito della disamina effettuata dal Direttivo Nazionale lo scorso 12 marzo che ha dovuto, ancora una volta, prendere atto della mancanza di una chiara ed univoca risposta a livello nazionale per un servizio (previsto dalla legge) di rilevanza strategica per migliorare le capacità di penetrazione delle imprese orafe italiane su 20 mercati che già oggi rappresentano ben un terzo delle nostre esportazioni.


CONSOLIDARE L’APPEAL DI VICENZAORO

In occasione dell’apertura di OROAREZZO 2019, su iniziativa di Federorafi, le associazioni di categoria aderenti a CNA, CONFARTIGIANATO, CONFIMI INDUSTRIA e CONFINDUSTRIA, hanno sottoscritto una lettera consegnata al Sottosegretario MISE Geraci per chiedere al Governo di sostenere il settore con investimenti aggiuntivi mirati a potenziare la presenza di buyer dell’alto di gamma a VICENZAORO, ad oggi la manifestazione fieristica settoriale più qualificata a livello internazionale. Il riferimento è al progetto “PRIMA”, promosso da VICENZAORO, un’operazione in linea con le ultime direttive del MISE riferite al rinnovato Piano Straordinario per il Made in Italy, in quanto volta a consolidare la crescita verso la leadership mondiale della manifestazione italiana.


EFJ: MUTUO RICONOSCIMENTO, DAZI, CONTANTE E DIAMANTI SINTETICI

FEDERORAFI ha partecipato il 1° aprile all’Assemblea generale della Federazione europea dei gioiellieri (EFJ) che si è svolta a Parigi nella prestigiosa cornice della sede dell’Union française de la bijouterie, joaillerie, orfèvrerie, des pierres et des perles (UFBJOP) con un’iniziale interessante visita alla Haute École de Joaillerie che ha 151 anni di esistenza e 600 studenti. Alla visita è seguito un pranzo di lavoro alla presenza di un alto rappresentante del Ministero del Tesoro e Finanze francese dove sono state analizzate le priorità in tema di limiti al contante e della marcatura “a priori”. L’Assemblea di EFJ ha poi affrontato l’argomento della piena applicazione del principio del riconoscimento reciproco per i prodotti europei di gioielleria. Per quanto concerne il commercio internazionale EFJ ha riaffermato l’importanza di mantenere una politica commerciale europea aperta nei confronti dei paesi terzi e continua a lavorare per identificare le principali barriere tariffarie e non tariffarie che impediscono al settore europeo della gioielleria di raggiungere il 60% dei consumatori nel mondo. Il 2019 segnerà anche un anno di cambiamenti, dal momento che le elezioni europee modificheranno sostanzialmente il panorama politico e EFJ ha già programmato per ottobre/novembre incontri con i neoeletti deputati al Parlamento europeo. È stata infine dedicata particolare attenzione alla questione del diamante sintetico, sostenendo l’attuazione di uno specifico codice doganale per differenziare il diamante sintetico da quello naturale.


HARD BREXIT E NO-DAZIO SUI GIOIELLI (PER ORA)

L’UK ha rappresentato nel 2018 il 7° Paese di destinazione dei gioielli “made in Italy” con una quota pari al 3,5% ed un valore totale di circa 225 milioni di euro, in crescita del +7,2% rispetto al 2017 (dati Centro Studi Confindustria Moda per FEDERORAFI). Con la Brexit, l’UK rientrerebbe tra i Paesi Extra-UE e quindi potrebbe/dovrebbe introdurre, oltre a procedure burocratiche ad hoc, anche i dazi sui prodotti importati dall’Italia. FEDERORAFI con Confindustria sta monitorando la situazione. Dalle prime bozze dei provvedimenti del Governo britannico contenenti alcune misure transitorie sembrerebbe che l’input sia quello di azzerare in via temporanea la maggior parte dei dazi per evitare effetti inflazionistici a danno dei consumatori e delle imprese. Tale regime resterà in vigore per un periodo di 12 mesi, decorrenti dalla data di uscita del Regno Unito dalla UE (ad oggi il 12 aprile 2019 ma tale data è suscettibile di estensione al 30 giugno come richiesto dal Premier britannico T. May. Il Consiglio europeo prossimo deciderà su tale richiesta, eventualmente proponendo un periodo più lungo). Al momento tra le importanti eccezioni a tali agevolazioni quali alcuni prodotti agricoli sensibili, alcune tipologie di automobili, alcune tipologie di fertilizzanti e bioetanolo, diverse tipologie di prodotti del tessile- abbigliamento (dazio al 12%) e alcune tipologie di prodotti del settore della ceramica (dazio dal 5% al 9%), non sono stati compresi i codici del settore del prezioso.

 

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