Secondo le recenti elaborazioni del Centro Studi di Confindustria FEDERORAFI contenute nel Report realizzato dall’Area Studi Mediobanca, nei primi nove mesi del 2024 il settore orafo-argentiero-gioielliero conferma i trend dicotomici emersi a partire dall’ultimo trimestre del 2023 e proseguiti per tutto il primo semestre del 2024.
La crescita dell’export risulta ancora superiore al +30,0%, sostenuta non solo dai rialzi delle quotazioni dei metalli preziosi, ma soprattutto dalla performance “anomala” della Turchia; nel periodo qui in esame l’export del settore fa registrare un aumento del +38,0% (rispetto al +42,1% con cui si era chiuso il primo semestre), per un totale di 11.088 milioni di euro.
Da gennaio a settembre 2024, la UE palesa una crescita media decisamente meno vivace di quella settoriale e non va oltre al +7,3%, concorrendo così ad assorbire il 20,4% dell’export italiano del comparto. Allo stesso tempo, l’area extra-UE, con un’incidenza pari al 79,6% del totale, presenta una variazione media del +48,9%, di 10,9 punti percentuali sopra la media.
Sulla performance dell’area extra-UE, incide in maniera decisiva l’andamento registrato dalla Turchia, salita al primo posto dal quinto occupato nel ranking 2023, elemento costante che sta caratterizzando inequivocabilmente le performance settoriali oltreconfine nel corso del 2024. Come già si è avuto modo di ricordare, l’evoluzione presentata da questa nazione è riconducibile a diverse ragioni: dalla ricerca di nuove rotte a causa del conflitto russo-ucraino, dalla guerra israelo-palestinese, all’alta inflazione endogena e, in maniera diretta, soprattutto dall’aumento dei dazi/tassazione locale sull’oro (materia prima) che ha incentivato l’importazione da parte degli operatori turchi di semilavorati o prodotti finiti per poi rilavorarli in patria. Si tratta pertanto di un prodotto in gran parte qualitativamente “lontano” dalla realtà di molte manifatture, che non hanno in portafoglio clientela turca. Se per ipotesi, l’export del gennaio-settembre 2024 verso la Turchia fosse rimasto stabile sui livelli del medesimo periodo del 2023, l’export settoriale avrebbe contenuto l’aumento ad un timido +0,3%.
Tornando ai principali sbocchi delle esportazioni settoriali, al secondo posto gli Stati Uniti presentano una flessione delle vendite pari al -5,1% rispetto al medesimo periodo del 2023, oltrepassando comunque il miliardo di euro nel periodo in esame. Al terzo posto si conferma la Svizzera, nonostante la flessione del -20,4%, segnale di un progressivo rallentamento nel segmento lusso e del prevalere di nuove scelte logistico-commerciali da parte dei maggiori player del settore. Quarti, gli Emirati Arabi Uniti mettono a segno un aumento del +8,6% che li porta a quota 890,4 milioni. Le vendite destinate in Francia, patria delle grandi maison del lusso, archiviano il periodo in esame in calo del -1,7%. Mentre si mantengono negativi quelli verso l’hub asiatico di Hong Kong (-5,5%). L’export verso la Germania si incrementa del +5,9% nei primi nove mesi dell’anno rispetto al gennaio-settembre 2023. L’export destinato all’arcipelago nipponico aumenta del +16,7% per 109,6 milioni di euro nel periodo in esame; l’export direttamente inviato in Cina segna una dinamica del +30,5% per un totale di 102,7 milioni di euro; le vendite dirette in Corea del Sud si incrementano del +24,7% per un totale di 91,2 milioni, ma il mercato scende al 21° posto nei nove mesi. Salito, invece, al diciannovesimo posto, il Canada presenta una dinamica di crescita nella misura del +3,2%.
Con riferimento ai maggiori distretti del settore, nei primi nove mesi del 2024 si registra una crescita delle vendite estere del +35,5%, in linea con la dinamica del +38,0% registrata per l’aggregato basato sui codici doganali prima esaminata.
Arezzo, confermandosi al primo posto, assiste ancora una volta ad una crescita molto sostenuta, mettendo a segno una variazione del +119,0% rispetto ai primi nove mesi del 2023; raggiunge quota 5.321 milioni di euro, assicurando il 46,6% del totale esportato settoriale dall’Italia. Sulla performance della provincia toscana incide significativamente il flusso di preziosi destinato alla Turchia. Seconda, la provincia di Vicenza mostra un aumento del +13,1% nel gennaio-settembre 2024, con un’incidenza del 15,7% sul totale nazionale. Rispetto al primo trimestre, Milano passa in terza posizione superando, pur di poco, Alessandria: l’export dalla provincia meneghina (non tanto legato a realtà produttive locali, quanto piuttosto a politiche logistico-commerciali) ha evidenziato un aumento del +2,2%, coprendo il 12,7% del totale settoriale. Una quota simile, pari al 12,5%, è assicurata invece da Alessandria, in quarta posizione, che tuttavia frena al +0,1% da gennaio a settembre 2024. Sia da Milano sia da Alessandria origina poco più di 1,4 miliardi di export di preziosi. Complessivamente le prime quattro province coprono l’87,5% dell’export nazionale di settore. La realtà esportativa di Napoli-Caserta segna una flessione del -2,1%.
Quanto alle aspettative sul 2025, sulla base dell’indagine svolta dal Centro Studi Confindustria FEDERORAFI, il 47,5% delle società prospetta una stabilità del volume d’affari rispetto al 2024, il 31,2% si attende un peggioramento, mentre la residua quota del 21,3% ha un sentiment positivo. In sintesi le risultanze acquisite consentono di stimare un ridimensionamento complessivo del giro d’affari in valore di quasi un punto e mezzo.
Oltre ai dati del Centro Studi di Confindustria FEDERORAFI dell’interscambio e sulle aspettative 2025 sopra citati, il Report dell’Area Studi Mediobanca dal titolo “Il settore orafo-argentiero-gioielliero in Italia” approfondisce per la prima volta le caratteristiche organizzative del settore e i dati finanziari dei 97 maggiori player, evidenziandone la collocazione geografica, la dinamica delle vendite, la penetrazione commerciale all’estero, la marginalità, gli investimenti, la struttura patrimoniale, il magazzino, la delocalizzazione e l’assetto proprietario.
Dal sito di Mediobanca https://www.areastudimediobanca.com/it) si possono scaricare gratuitamente il Comunicato Stampa e l’infografica, presenti anche ai seguenti link:
04_CS_settore orafo-argentiero-gioielliero in Italia FINALE
Infografica_Federorafi FINALE
Il Report completo “Il settore orafo-argentiero-gioielliero in Italia” è invece disponibile gratuitamente per le sole aziende associate a Confindustria FEDERORAFI scrivendo a dario.carugati@mediobanca.com
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